Riviera Romagnola

Riviera Romagnola

La principale caratteristica della Riviera Romagnola è la larga striscia di sabbia che si snoda lungo tutto il versante adriatico e si unisce ad un mare tranquillo e sicuro. E’ un’area turistica di antiche tradizioni ed intenso sviluppo ricettivo e infrastrutturale ma che basa il suo successo nella capacità di offrire servizi personalizzati, di mettere l’ospite a suo agio, di farlo divertire e stare bene, senza preoccupazioni.

Qui ogni turista può trovare il suo “mondo”: dalle famiglie con bambini agli anziani, dai giovani agli sportivi, dai salutisti ai nottambuli tutto è pensato “su misura” e ciascuno puo trovare senza difficoltà i servizi che gli servono.

Di giorno come di notte, nelle attività di spiaggia come nei parchi tematici, nelle migliaia di pub e discoteche come nel fresco delle colline, la Riviera Romagnola rappresenta una destinazione di vacanza “senza sorprese” ma che sa sempre rinnovarsi per intrattenere i suoi ospiti.

L’Aeroporto di Rimini e la vastissima offerta di sedi congressuali, tra cui grandi auditorium, la rendono adattissima per convention aziendali, meeting e congressi.

Facilmente collegata a tutta la regione e alle altre regioni adriatiche, la riviera romagnola rappresenta così il terminale o la porta di accesso a quel grande insieme di ricchezze artistiche, culturali, naturalistiche e gastronomiche che è il territorio dell’Emilia Romagna.

PRODOTTI ROMAGNOLI

 

I piaceri della buona cucina e del buon vino sono di casa in Emilia Romagna da innumerevoli secoli. Questa è la terra delle interminabili portate di pesce alla griglia appena pescato, del prosciutto di Parma, del Prosciutto di Carpegna, del Parmigiano Reggiano, dell’aceto balsamico di Modena e Reggio Emilia, del pane croccante di Ferrara, del formaggio di Sogliano, stagionato per sei mesi in grotte sotterranee denominato il Formaggio di Fossa, del Formaggio di Urbino, dei tortellini bolognesi, del maiale di Piacenza e infine della tradizionale Piadina Romagnola.

PIADINA ROMAGNOLA

 

La piada o Piadina Romagnola ha origini antiche e racconta la storia della gente di Romagna, popolo da sempre vissuto a stretto contatto con la terra e con la durezza della vita ad essa legata.

Questo “pane” di vecchissima tradizione si trovava unicamente nelle tavole delle famiglie contadine quando la povertà si faceva maggiormente sentire, essendo preparata con un tipo di impasto che procurava una maggiore sensazione di sazietà poi, negli anni, l’evoluzione nella preparazione della piadina ha fatto sì che venisse modificata la ricetta originaria in base alle tradizioni ed alla cultura di ogni città della Romagna inserendosi nella cucina tradizionale romagnola fra i prodotti gastronomici tipici ed acquistando una fama non solo nazionale ma anche internazionale. Si mangia calda oppure fredda ed è buonissima sia da sola sia farcita con salumi, formaggi, salsiccia, verdure gratinate, o erbette (da non disdegnare la farcitura dolce con Nutella, miele o marmellata) ma in ogni caso sempre accompagnata dagli ottimi e generosi vini tipici delle campagne romagnole. La si puo gustare quasi ovunque e sono numerosi, lungo le strade della Romagna, i piccoli “chioschi” che propongono la piada sia nella versione classica sia con i vari ripieni.

VINI DELLA ROMAGNA

 

Le uve delle vigne regionali danno ottimi vini come i rossi Gutturnio, Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco di Sorbara, Cagnina e Sangiovese di Romagna che viene considerato uno dei vini più rinomati della Romagna. Le sue prime notizie risalgono al lontano ‘600; si narra che durante un banchetto tenuto nel Monastero dei Frati Cappuccini in Santarcangelo di Romagna, alla presenza di Papa Leone XII ed illustri ospiti, fu servito questo vino prodotto dagli stessi monaci. Infine troviamo i bianchi Pagadebit, Albana e Trebbiano. Il clima temperato dell’Emilia Romagna permette la produzione di più di 450 qualità di vino.

Oltre all’ Enoteca Regionale, posta nella Rocca di Dozza, in provincia di Bologna, vi sono diverse cantine visitabili. Il turista può assaporare i prodotti enogastronomici tipici nei ristoranti, nelle osterie e nelle aziende agrituristiche presenti in tutta la regione e percorrere itinerari tematici alla scoperta delle tecniche di produzione dei prodotti tipici e delle tradizioni culinarie e viti-vinicole dell’Emila Romagna.

BALLARE IL LISCIO ROMAGNOLO

Il lisci romagnolo comprende: Mazurka, Polka, Valzer, cioè gli stessi balli che rientrano nella disciplina denominata Liscio Unificato.

Le differenze fra le tre discipline riguardano:
1) il numero di battute al minuto dei singoli balli;
2) le figure, i programmi, le amalgamazioni;
3) la tecnica di esecuzione e lo stile.

 

Il liscio romagnolo definito anche “Danze Folk” perchè è proprio in Romagna che Mazurka, Polka e Valzer si sono affermati come balli dominanti ed hanno avuto una originale personalizzazione.
Il processo di diversificazione è partito da lontano.
Le variazioni rispetto le formule nazionali o europee si sono caratterizzate ed affermate atraverso decenni di diffusa pratica di ballo, per arrivare, nel 1976, alla prima codificazione della tecnica di base. Per capire la portata del fenomeno del liscio romagnolo, si deve ricordare che i tre balli in questione non sono nati in Italia; infatti, il Valzer è di origine Austriaca, la Polka e la Mazurka sono di origine polacca e, quest’ultima ne prende il nome dal villaggio di Mazur. Nel nostro paese, però, si sono così radicati da diventare patrimonio nazionale: tanto è vero che essi costituiscono il cosiddetto “liscio unificato”, disciplina esistente solo in Italia.

All’interno del successo nazionale, si sono inoltre sviluppati autonomamente due grossi filoni di liscio: il romagnolo e il piemontese. Per cui, attualmente, abbiamo la seguente situazione relativamente alle discipline di ballo:
1) Nell’ambito della disciplina liscio unificato si sono fissate delle regole valide per le competizioni e per il rilascio dei diplomi di maestro, superando e portando a sintesi le particolarità consolidatesi nelle varie realtà locali. Sono stati unificati alcuni criteri di massima relativamente alla tecnica di base, alle battute al minuto, alle figure e ai programmi di gara e d’esame.
2) In Piemonte e in Romagna, dove si sono affermate vere e proprie scuole di pensiero in fatto di liscio, si sono portate alle estreme conseguenze le specifiche caratterizzazioni fino a creare due nuove discipline, oggi ufficialmente riconosciute.

OFFERTA TURISTICA ROMAGNOLA

 

 

 

Dagli anni ’60, il settore turistico regionale ha vissuto una autentica esplosione dell’attività e, se con la maturità del settore ha visto ridursi i ritmi di crescita, ha avviato un continuo processo di rinnovamento dell’offerta. Il settore turistico dell’Emilia Romagna ha un peso rilevante sull’attività turistica italiana. La struttura ricettiva regionale è incentrata sull’insieme degli esercizi alberghieri, molto più di quella italiana. In regione ha sede una quota rilevante degli esercizi alberghieri nazionali. Gli esercizi alberghieri emiliano-romagnoli, prescindendo dalla suddivisione in categorie, sono mediamente di buon livello. In media hanno un numero di letti inferiore a quello degli esercizi italiani, ma hanno un numero di camere e di bagni superiore. Il rilievo regionale dei camping e dei villaggi turistici è invece inferiore a quello che essi hanno sulla media nazionale. L’agriturismo ha avuto in regione un buon sviluppo. In regione è poi rilevante il numero degli alloggi privati non iscritti al Rec. Un esame più ravvicinato dell’offerta degli esercizi alberghieri regionali mette in luce il rilevante peso delle strutture di medio livello, il forte processo di continua e progressiva qualificazione ha visto ridursi la quota degli alberghi a 1 stella.

 

Ne emerge comunque il quadro di un settore dominato da piccole strutture di buon livello. L’attività turistica emiliano-romagnola è suddivisibile in quattro comparti-aree: turismo balneare, turismo appenninico, turismo termale e turismo d’affari e delle città d’arte.

 

Questi quattro comparti presentano caratteri specifici.

 

 

Il turismo appenninico vive due diverse stagioni legate d’inverno alle località sciistiche, mentre d’estate al turismo delle famiglie e degli anziani si affianca quello giovanile degli escursionisti e degli sportivi, ciclismo, canoa, free-climbing, parapendio, motociclismo.Il comparto del turismo termale presenta un’offerta salutistica particolarmente qualificata. Il comparto delle città d’arte si distingue invece per l’attenta azione di valorizzazione delle città emiliano-romagnole ricche di capolavori d’arte e monumenti e per l’associazione di questa offerta con l’organizzazione di eventi, mostre e concerti. La Riviera romagnola concentra oltre l’80% del movimento turistico regionale e costituisce il bacino turistico più importante d’Europa. Si tratta della metà di un turismo dai molteplici aspetti, ma caratterizzato principalmente dal turismo giovanile, familiare ed estero.

 

 

I giovani sono il motore della macchina turistica romagnola e forniscono la spina ad un costante rinnovamento dell’offerta dato il loro notevole interesse per tutto ciò che la riviera offre oltre al mare. Le famiglie hanno costituito il punto di partenza del turismo romagnolo e ne sono ancora una base importante per l’immutata capacità della Riviera di offrire accoglienza tranquilla di ogni tipo, ma sempre con un rapporto tra qualità dei servizi e costo molto competivo. Il flusso dei turisti stranieri in Riviera è tradizionale e si rinnova con le generazioni. L’accento è passato dapprima dai turisti scandinavi, poi ai tedeschi e poi quindi ai turisti dell’Europa dell’Est. Il bacino di cui la Riviera è centro di attrazione va comunque dal nord Atlantico agli Urali, ma si incentra particolarmente attorno all’intera Europa centrale. In particolare la Riviera Romagnola si propone come meta turistica che dispone di un’offerta organizzata e ben collegata ai Tour Operator.

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