Città di Ravenna

Città di Ravenna

 

 

Storia

Abitata dagli umbri e colonizzata dagli etruschi, Ravenna esisteva già da diversi secoli prima dell’era cristiana. Fù colonizzata da Roma a partire dal II. secolo a.C. che la trasformò in un’importante caposaldo strategico e commerciale di primaria importanza.  L’imperatore Ottaviano Augusto potenziò ulteriormente la città.

La munì di un sistema di canali che la saldavano al  Po, fece costruire il grande porto di Classe e lo elesse sede della più importante sede della più importante flotta dell’Impero  Romano.  Il più importante periodo di Ravenna cominciò nel 402, quando diventò la capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Si decise infatti di trasferire la capitale dell’Impero da Milano a Ravenna, poiché quest’ultima era grazie alle sue barriere naturali (le paludi) praticamente inespugnabile dall’entroterra e il controllo dei mari da parte della flotta pretoria offriva particolari garanzie.

Nel 476 si vide la fine dell’Impero Romano ed il nuovo dominio dei barbari, con l’avvento nel 493 di Teodorico che  governò Ravenna fino al 526 anno della sua morte. Ravenna vide anche il passaggio e la morte di uno dei padri della Letteratura Italiana, Dante Alighieri che decise di essere sepolto qui.

 

Monumenti

Città unica nel mondo, ultima capitale, nel V secolo, dell’impero d’Occidente.  Nei secoli ha rivestito un ruolo di protagonista nella storia d’Europa.  È divenuta la prima città del regno romano-barbarico del goto Teodorico, e in seguito sede dell’ Esarca dopo la riconquista da parte dell’Impero d’Oriente. Conserva in splendidi monumenti la testimonianza del suo ruolo di grande polo politico,commerciale e artistico nel susseguirsi di civiltà diverse.  In particolare, il periodo Imperiale Romano e la luminosa stagione in cui Ravenna divenne centro dell’Impero d’Oriente, alla metà del VI secolo, hanno lasciato nella città uno straordinario complesso di basiliche, battisteri, mausolei.

L’armonia delle costruzioni classiche si fonde con il fasto  e lo splendore dei marmi preziosi e delle ricche decorazioni  bizantine.

Accanto ad essi, le testimonianze architettoniche del dominio veneziano di Piazza del Popolo e della Rocca Brancaleone, gli splendidi chiostri rinascimentali, la Biblioteca Classense del XVI secolo le aggiungono nuove  attrattive.

La città che ispirò Dante, Boccaccio, Byron e Klimt è adagiata nella grandiosa bellezza degli ambienti naturali che la circondano.
Una magnifica pineta e un lungo lido sabbioso corrono per chilometri sull’Adriatico, ospitando ben nove centri balneari.
I lidi ravennati sono dotati di ogni comfort, e caratterizzati da una tradizione di ospitalità e organizzazione turistica note in tutta Europa.

Mosaici

 

Ravenna è indiscutibilmente celebre in tutto il mondo per i suoi mosaici e questa eccellenza è dovuta al fatto  che in essa si conserva il più ricco patrimonio mondiale di mosaici antichi dei secoli V° e VI°, superiore, per qualità artistica ed importanza iconologica, a quello di tutte le città del mondo antico e classico, sia in oriente (Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme, Alessandria), sia in occidente (Roma, Milano, Aquileia, Treviri, Colonia). Per questi motivi l’Unesco, nel 1997, ha dichiarato “patrimonio dell’umanità” i sette edifici sacri ravennati che gelosamente conservano al loro interno i celebri mosaici offerti in questa pubblicazione.

A Ravenna la grande committenza di Arcivescovi e di ecclesiastici, di profonda formazione teologica e capaci di misurarsi con  le grandi testimonianze residue della civiltà artistica della classicità romana in declino, fu in grado di richiedere ed ottenere un’alta perfezione stilistica nei cicli musivi ricchi di contenuto di misteri cristiani essenziali celebrati nel culto e nella liturgia.

Fondamento della celebrazione liturgica dei misteri di Pasqua, Natale, Epifania, Battesimo di Cristo, é la Bibbia. Bisogna ancor oggi trovare nell’opera letteraria del Vecchio e del Nuovo Testamento e nei suoi commentari la spiegazione più autentica e più profonda del messaggio dei mosaici ravennati.

Infatti i cicli musivi ravennati rispecchiano una concezione del simbolismo cristiano antico intrinsecamente coniugato  con la lettura liturgica delle Sacre Scritture, nello spirito sacramentale proprio degli Autori  ecclesiastici eminenti nei secoli V° e VI°.

 

Vanno citati come principali ispiratori teologici, sopra tutti gli altri, S.Pier Crisologo Dottore della Chiesa (nel V° secolo) e l’Arcivescovo Massimiano (nel VI° secolo). La cultura teologica di S.Pier Crisologo risplende  magnificamente nei mosaici del Mausoleo di Galla Placidia e in quelli perduti, ma a noi noti nel contenuto, della chiesa palatina di S.Giovanni  Evangelista.

Nessuno, tuttavia, nel suo secolo (né a Costantinopoli,  né a Roma) supera la cultura simbolica ed iconologica di Massimiano é l’ispiratore e il teologo illuminato di tutti i mosaici di S.Vitale e di tutti quelli di S.Apollinare in Classe, appartenenti al VI° secolo.

Possiamo affermare che Pier Crisologo rappresenta lo spirito della cultura cristiana orientale e latina nell’età del Neoplatonismo, ma é soprattutto Massimiano che, vissuto per decenni in Oriente nella scuola palatina della capitale Costantinopoli, mostra organiche affinità col Platonismo cristiano del coevo autore degli scritti del Corpus Dionysiacum, dopo il agistero a Ravenna, di Severino Boezio (480c.- 526) e di Cassiodoro (490c.- 580c.).
In generale, con il patrimonio musivo ravennate, il Cristianesimo (aniconico alle origini) si arricchisce per la prima volta, in modo compiuto e definito, di una vera e propria iconografia per rappresentare, attraverso il  linguaggio universale delle immagini, il messaggio.

Per questi motivi, Ravenna custodisce questo patrimonio unico al mondo con grande responsabilità, come una straordinaria risorsa per il destino della civiltà e della cultura, nel mondo. Questa pubblicazione si propone di testimoniarne la luce di verità, di bellezza e di pace.

 

Notizie utili

Assessorato al Turismo:

Via Salara 8/12

Tel:0544-35755

IAT:Via Salara 8/12

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www.turismo.ravenna.it

Fonti

La descrizione dei mosaici ravennati è stata tratta da:

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