ANTONIO TRENTANOVE
LA
VITA…
Antonio Trentanove nasce a Rimini negli anni ’40 del 1700
ed è uno degli scultori riminesi più famosi del
secolo. Da giovane studia presso L’Accademia Clementina
di Bologna ed ha come maestro Angelo Piò. Attorno agli
anni ’70 torna a Rimini ed esegue un pannello di terracotta
con il “Transito di S.Girolamo” per sdebitarsi delle
sovvenzioni offertegli da quella confraternita per permettergli
gli studi a Bologna. Nel ’71 lavora a Lugo, Rimini, Forlì
e Faenza. Nell’ ’84 è ancora a Rimini dove
esegue il monumento a Papa Pio VI, in quel periodo ebbe i primi
contatti con il Pistocchi con cui lavorò a Faenza (Teatro
comunale, Palazzo Spada…). A Faenza conosce anche Felice
Giani, tra i due si stabilì una buona intesa e spesso collaborarono
insieme a diverse opere. Qui Trentanove prese stabile dimora fino
ai primi anni del 1800 quando si trasferì con la famiglia
a Carrara, dove insegnò presso l’Accademia di belle
ARTI. A Carrara l’artista morì nel 1812.
L'artista che ha decorato Rimini
LE OPERE…
CHIESA
DI S. GIOVANNI BATTISTA DEI CARMELITANI
Trentanove esegue la decorazione di questa chiesa nel 1772.
Di particolare rilievo è l’Altare della Madonna del
Carmine che incornicia la figura della Beata Vergine del Carmelo.
Questa Pala è composta da quattro colonne tortili con a
fianco due statue allegoriche (donne che rappresentano le virtù)
della Mansuetudine e della Purezza.
La cimasa, molto alta, è decorata con statue di cherubini
e angeli, particolari per la loro leggiadria e per la loro grazia.
Da notare è che le figure hanno ognuna il volto diverso
dall’altra e sono realizzate in stucco.
CHIESA
DI SANTA RITA
Qui nel 1784 Trentanove realizzò, per volere dei Canonici
Lateranensi di Rimini, il monumento a Papa Pio VI seguendo il
disegno di Pietro Santi.
Quest’opera fu voluta per celebrare il passaggio del Papa
a Rimini durante il suo viaggio verso Vienna.
Egli infatti alloggiò nel convento dei Canonici Lateranensi
dei Santi Bartolo e Marino.
Il monumento in stucco rappresenta Papa Pio VI seduto in mezzo
a due virtù teologali: la Fortezza raffigurata da una donna
appoggiata ad una colonna spezzata e la Fede con un calice e una
croce in mano.
Sono presenti anche due animali: l’aquila e il leone che
simboleggiano la prontezza e il coraggio del Papa nell’affrontare
il viaggio.
Al di sopra della testa del Papa Pio VI è una colomba
simbolo dello Spirito Santo, sopra di essa si trovano due angeli
che sorreggono delle chiavi simbolo della Chiesa.
Il modello del Papa seduto è stato ripreso dalla statua
di Paolo V di piazza Cavour.
CHIESA
DEI SERVI
Dapprima era una chiesa medievale di quest’aspetto si è
salvato solo l’esterno costruito in laterizio ed impreziosito
da una cornice geometrica nella parte inferiore.
Fu fondata nel XIV secolo dall’ordine monastico dei Servi
di Maria.
Questa chiesa è la più vasta opera ecclesiastica
del Trentanove che tra il 1774 e il 1779 si occupò della
sua decorazione durante il suo rifacimento assieme al capomastro
Luigi Moretti detto Smondino. Rifacimento voluto dall’abate
Baldini e progettato dall’architetto Stegani.
L’interno della Chiesa è in stile barocco con colonne
corinzie, panneggi gonfiati, maestose sculture e tantissimi angeli
che riempiono le sue pareti.
Il Pannarone dietro l’altare è stato realizzato
in stucco, è molto leggiadro e contornato da angeli a tutto
tondo, col tempo esso è stato colorato e nell’ 800
è stato anche dorato, come gran parte delle decorazioni
della chiesa.
Nella parete della controfacciata è posta una cantoria,
sorretta da sei telamoni (uomini che reggono qualcosa) in stucco.
Questa è la decorazione di maggior spicco della chiesa,
le statue sono poste 4 vicino alla porta d’ingresso e 2
ai lati. I telamoni sono disposti su alti basamenti marmorei,
alcuni di loro hanno la barba, altri no. Tutti sono nudi e coperti
solo da ampi panneggi che coprono i fianchi e risalgono fin sopra
la testa come a rappresentare la volontà dei telamoni di
proteggersi il capo dal peso schiacciante della cantoria. Queste
sculture rappresentano il momento di transizione fra il barocco
e il neoclassicismo: il plasticismo del barocco viene contrapposto
alla compostezza e all’eleganza del neoclassicismo.