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Introduzione |
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| A pochi chilometri dall'affollata costa romagnola,
nell'entroterra della Valconca, si trovano la Riserva naturale e
le Grotte di Onferno. La Riserva naturale sembra essere lontana
mille miglia dalla confusione della città: quiete, relax
e immersione nella natura sono le sue caratteristiche principali.
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La
storia |
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| "Castrum
Inferni" si chiamava un tempo questo grazioso parsino arroccato
sulle colline della Valconca. Nei secoli il nome è diventato
addirittura Inferno, prima di stemperarsi nell'attuale Onferno.
Il motivo di questo sinistro richiamo era dovuto alle fumate di
vapore che nei mesi invernali, specie al crepuscolo, emanavano dalle
rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l'ingresso
degli inferi. In realtà il fenomeno delle fumate è
causato semplicemente dalla differenza termica tra l'interno della
grotta e l' esterno, ma l'arcano fu svelato solo nel 1916, quando
lo speleologo bolognese Quarina visitò per primo la grotta.
Le prime notizie storiche sul paese di Onferno risalgono al 1231,
quando compare appunto il nome di "Castrum Inferni". Il
passaggio dal nome Inferno a quello attuale di Onferno è
avvenuto nel 1810 per mano del vescovo riminese Gualfardo, che probabilmente
voleva far scomparire il regno di Satana dalla sua diocesi. Si ritiene
comunque che la fondazione di Onferno sia precedente al 1231, e
risalga al tempo delle invasioni barbariche come rifugio per le
popolazioni locali. In passato, Onferno rivestì una certa
importanza grazie alla sua posizione strategica e alle cave di gesso,
che rifornivano tutti i paesi vicini.
Fu un possedimento dei Malatesta, espugnato e distrutto da Federico
da Montefeltro nel 1469. L'importanza di Onferno è confermata
anche dalla Pieve di Santa Colomba, una delle prime chiese del riminese.
Le prime notizie sulla costruzione provengono da bolle papali, e
risalgono al 1139 e al 1144. Oggi purtroppo dell'antica pieve rimane
poco: distrutta completamente la chiesa nel 1944, si possono ancora
vedere la torre e la canonica, risalenti al XIX secolo.
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Le
grotte e la Riserva Naturale |
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| Il
complesso carsico di Onferno è considerato tra i più
importanti d'Italia tra le grotte di gesso. Scavate dalle acque
di un torrentello, che nel corso di millenni si è fatto strada
attraverso la roccia, le grotte di Onferno si aprono alla base del
grande e singolare masso gessoso su cui anticamente sorgeva il "Castrum
Inferni".
La
grotta ha uno sviluppo di circa 400 m. con un dislivello di 64 m.
e una delle sue caratteristiche è rappresentata dalla presenza
di cospicue colonie di pipistrelli (oltre 8000 esemplari). Lungo
il percorso si incontrano stanze di diversa grandezza, alcune molto
ampie, altre più piccole e ricche di creazioni. La parte
più famosa della grotta è la Sala Quirina, detta anche
Sala dei Mammelloni per le grosse protuberanze coniche di gesso
che sporgono dal soffitto. Questi mammelloni, spettacolari per dimensioni
e numero, sono tra i più grandi d'Europa.
Il territorio della
Riserva ha caratteristiche del tutto peculiari, e non solo grazie
alla presenza delle Grotte carsiche di grande interesse scientifico,
naturalistico e spettacolare, ma anche per la flora, tipica di altitudini
superiori, che cresce a causa della presenza e dell'influsso delle
Grotte che hanno una temperatura costante durante tutto l'anno di
circa 12/13 gradi. All'interno dei 123 ettari della Riserva si sviluppano
una serie di percorsi nella natura di diversa lunghezza e grado
di difficoltà ma sempre della stessa bellezza, da fare a
piedi o in bike.
C'è dell'altro:
l'antico castello di Onferno ha ripreso vita e fisionomia; la piazzetta
al centro del borgo è stata recuperata e conservati gli affioramenti
di gesso. La vista dalla piazza è di quelle che tolgono il
fiato e curano lo spirito, con San Marino sullo sfondo della Valle
del Conca e Sassofeltrio arroccato in primo piano. la sede della
Riserva Naturale è nella antica Pieve di Santa Colomba, oggi
restaurata e adibita a museo naturalistico che è un vero
e proprio paradiso per i bimbi. Lo spazio espositivo è impostato
con la logica del gioco e dell'interattività che stimolano
la curiosità e l'attenzione dei bambini (e anche di che bimbo
non è più). Un museo, quindi, multimediale provvisto
di una tecnologia di prim'ordine ma discreta, dolce e tanto lontana
dai video giochi. Uno spazio ideale per la famiglia.
Per i più coraggiosi,
il Parco offre anche escursioni estive notturne, quando gli inquilini
delle grotte, i pipistrelli, sono in grande fermento e volano da
una parte all'altra.
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Come arrivarci |
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| La
Riserva Naturale Orientata di Onferno é situata nelle colline
dell'entroterra riminese, ai confini con il Montefeltro, in vista
della costa adriatica e della Repubblica di San Marino.
La riserva si raggiunge imboccando, nei pressi del casello autostradale
Rimini Sud, la strada per Coriano e Gemmano, lungo la quale é
posto il segnale turistico Grotte di Onferno.
Da Cattolica conviene, invece, risalire la strada di fondovalle
del Conca e, superati S. Giovanni in Marignano e Morciano di Romagna,
proseguire per Gemmano.
Visualizza la cartina
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Notizie
utili |
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| Sede
del parco
c/o Municipio di Gemmano,
Via Roma, 1 47040 Gemmano (RN)
tel. 0541854060, fax 0541854012.
Centri visita
Centro Visita c/o Pieve di S. Colomba
Via Castello,3 Onferno
47040 Gemmano (RN)
tel. 0541984694 - fax 0541854012
Musei
Museo Paleontologico, Mondaino, Piazza Maggiore 1;
tel. 0541981674
Informazioni turistiche
IAT Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Rimini
Piazzale Indipendenza 3;
tel. 054151101
IAT di Cattolica,
Piazza Nettuno, 1, Cattolica;
tel. 0541963341
Orario maggio e settembre:
Sabato e festivi
Orario de giugno a
settembre: tutti i giorni 9.00-12.30 e 15.00-19.00.
Visita anche il sito:
www.grottedionferno.it
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fonti |
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| Le descrizioni sono tratte dalla guida "Valli
e colline" redatta dall'APT di Rimini & Co. Per maggiori
informazioni, consulta la bibliografia.
Sito
web: http://www.regione.emilia-romagna.it/parchi/onferno/
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