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IL
TERRITORIO, LA VEGETAZIONE, LA FAUNA
Dove si racconta di tre valli e di
tre fiumi che costituiscono la terra che sta in mezzo tra la pianura
padana e la regione mediterranea
| Il
Territorio |
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La provincia di Rimini, nella regione Emilia Romagna, ha la forma
di un parallelogramma compreso tra Ravenna a nord e la provincia
di Pesaro - Urbino (Marche) a sud. Venti Comuni sono dislocati sul
suo territorio, suddivisi in due zone.
La costa bassa e sabbiosa, con uno sviluppo di circa 40 km, costituisce
il cuore economico e occupazionale della Provincia. Alle spalle
di Rimini, Riccione, Bellaria Igea Marina, Cattolica e Misano Adriatico
c'è un entroterra che si snoda, ricco di storia, di tradizioni,
di antichi borghi, di castelli, di pievi e monasteri, lungo il corso
dei tre più significativi fiumi Conca, Marano e Marecchia
fino a diventare collina. Le Valli dei Malatesta con il loro paesaggio
caratterizzato da rilievi di media (200-400 metri) e bassa (sotto
i 200 metri) altezza, ora dolci e coltivati, ora scoscesi e selvaggi,
rappresentano il territorio storico naturalistico di maggiore rilievo
della provincia di Rimini.
Dal punto di vista geografico il territorio della provincia di Rimini
può essere considerato il punto di transizione fra la pianura
padana a nord e la regione mediterranea a sud.
Alcuni autori includono nel territorio regionale tutta la pianura
padana. Tale suddivisione può apparire troppo schematica
in quanto venendo da nord, ai Seminativi e ai frutteti di latifoglie
decidui, propri della pianura padano - romagnoIa, si sostituiscono
gli olivi, indubbio segno di mediterraneità, Anche in altre
zone più a nord della Romagna sono presenti gli olivi, però
da Rimini in poi, verso sud, senza soluzione di continuità,
questa pianta si riscontra su tutto il restante territorio nazionale.
E' questo l'aspetto che diversifica maggiormente il riminese rispetto
alle altre aree della regione.
I tre principali corsi d'acqua a carattere torrentizio della provincia
di Rimini (da sud verso nord troviamo il Conca, il Marano e il Marecchia)
individuano altrettante omonime valli.
La
Valle del Conca
Sono dodici i Comuni che costituiscono la Valle del fiume Conca,
la cui superficie complessiva interessa quasi
la metà del territorio provinciale.Procedendo dal mare e
risalendo verso la sorgente, il territorio da pianeggiante si fa
via via più scosceso con dolce gradualità; la morfologia
del territorio, mai aspra, consente, dall’alto dei colli,
una visione completa fino alla costa. Sono moltissimi i punti in
cui si può godere questo panorama e tutti i Comuni si contendono
l’appellativo di balcone sull’Adriatico. Il fiume Conca
nasce nella regione Marche sul monte Carpegna e, dopo un percorso
di 39 Km, giunge fino al mare segnando, lungo il suo cammino, il
confine fra i Comuni che bagna.
La
Valle del Marano
L'area del Marano interessa, oltre al territorio della provincia
di Rimini, anche Ia provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche e
la Repubblica di San Marino. La superficie complessiva ammonta a
quasi 6000 ettari di cui oltre il 60 per cento appartenente alla
provincia riminese. La natura dei suoli costituenti il bacino fluviale
è quanto mai variabile. Si riscontrano sia affioramenti rocciosi
in gran parte costituiti da gessi, calcareniti, arenarie, che terreni
agrari in parte formati da argille di varia natura. Visibile, sia
pure in maniera estremamente limitata, il fenomeno carsico, soprattutto
in corrispondenza degli affioramenti gessosi sotto forma di grotte,
inghiottitoi e fessure.
La
Valle del Marecchia
La vallata del fiume Marecchia, posta ai confini di tre regioni
(Emilia- Romagna, Toscana e Marche), comprende un territorio di
grande interesse naturalistico e paesaggistico. Si tratta di un
ambiente ricco di risorse naturali ed emergenze storiche che testimoniano
un profondo legame, consolidato nei secoli, tra uomo e ambiente.

Al di là dei limiti amministrativi, il territorio rappresenta
un'unica realtà dal punto di vista naturalistico. Ci si limiterà
a una breve descrizione degli elementi di maggiore interesse che
riguardano i comuni di Torriana, Verucchio, Santarcangelo di Romagna
e Rimini. Il paesaggio varia soprattutto in funzione della larghezza
della valle, della natura delle rocce e dell'azione erosiva esercitata
nel tempo dal Marecchia e dai suoi affluenti.
In ogni caso una caratteristica della vallata e quella di alternare
pendii poco accentuati a rupi di natura calcarea di notevoli dimensioni
e asprezza. Sulle rupi più alte, a testimonianza di eventi
storici che hanno segnato profondamente tutta questa zona, si trovano
costruzioni fortificate e castelli, che rappresentano altrettante
tappe obbligate per i visitatori.
Mano a mano che ci si avvicina al mare la valle si allarga e aumentano
gli effetti che gli insediamenti urbani e produttivi esercitano
sul paesaggio.
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| La
Vegetazione |
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La
Valle del Conca
come precedentemente accennato, alcuni elementi della vegetazione
contraddistinguono il territorio della provincia di Rimini dal resto
della regione Emilia - Romagna. L'olivo è l'essenza arborea
che maggiormente caratterizza il territorio delle alte Valli del
Conca e del Marecchia. Antichissimi insediamenti plurisecolari sono
visibili su tutto il territorio provinciale con particolare riferimento
alla Valle del Conca. In alcuni comuni (Montefiore, Saludecio, Montegridolfo)
il patrimonio olivicolo costituisce un vero elemento che caratterizza,
oltre la morfologia del paesaggio, anche l'economia agricola, che
trae dalla nobile pianta una importante risorsa.
A
pochi chilometri dalla costa iniziano i primi insediamenti agricoli.
La fascia fluviale è caratterizzata da una vegetazione spontanea.
Il restante territorio risulta quasi del tutto coltivato e quindi
privo di flora naturale, anche se durante il periodo primaverile
le fioriture vistose delle piante erbacee spontanee colorano l'ambiente
nelle diverse tonalità: giallo intenso del ranuncolo dei
campi, arancio della calendula, rosso del papavero, viola della
borragine, bianco del rafano. Queste piante resistono nonostante
la lotta che gli agricoltori praticano contro le "malerbe",
a testimonianza che la natura, in un modo o nell'altro, ha sempre
il sopravvento. Il territorio, proseguendo per Morciano attraverso
la strada che costeggia il fiume Conca, si mantiene pianeggiante
e intensamente coltivato a vigneti e frutteti. Lungo il percorso
fluviale vegetano piante igrofile tra le quali il pioppo bianco
e i salici, residui di insediamenti boschivi un tempo ben più
consistenti.
Da Morciano iniziano le prime colline che caratterizzano Ia morfologia
dell'alta Valle del Conca. Anche qui gran parte del territorio risulta
coltivato sia pure in maniera più estensiva. Domina la vite
e albigna il maggior numero di piante di olivo presenti nel riminese.
Proprio questa pianta conferisce alla zona un carattere di tipicità
che la contraddistingue dai restanti ambienti territoriali. Anche
Ia collina risulta, come la pianura, quasi totalmente coltivata
sia pure in maniera più estensiva. Sono presenti ampie superfici
destinate al pascolo degli ovini che durante il periodo primaverile
- estivo, prima che sopraggiunga la siccità, conferiscono
alle valli un aspetto verdeggiante. Ai pascoli e ai terreni coltivati
si susseguono formazioni di calanchi originate dalle peculiari caratteristiche
geologiche della zona. In tali aree, data l'impossibilità
di intervento da parte dell'uomo, si sviluppa una flora spontanea
costituita in prevalenza da macchie di ginestre, le cui abbondanti
fioriture determinano un gradevolissimo elemento cromatico.

Un elemento floristico meritevole di essere menzionato è
costituito dalle siepi che suddividono le proprietà fondiarie
e che contornano fossi e impluvi naturali. Formate in prevalenza
da tamerici, olmi, biancospini, prugnoli spinosi, rose canine, melograni
e pabiuni, le siepi costituiscono rifugio per gli uccelli e l'entomofauna,
utile all'equilibrio naturale. Un tempo sicuramente più numerose
e meglio custodite, ma ancor oggi numericamente ben evidenti, costituiscono
un patrimonio meritevole di essere tutelato. In altre province della
regione le siepi sono quasi scomparse dalla fisionomia del territorio
e ciò ha favorito il proliferare di patogeni dannosi alle
coltivazioni.
Ai margini delle siepi, a volte all’interno delle stesse,
sono presenti esemplari secolari di roverella dall'aspetto maestoso.
Risalendo il corso del Conca, sulla destra idrografica si intravede
il Comune di Gemmano. In questa zona è facile individuare
affioramenti gessosi dai quali prende origine una particolarissima
flora dall'habitus xerofilo costituita da piante grasse appartenenti
al genere muschi e licheni.
La
Valle del Marano
Il regime torrentizio del Marano condiziona in modo essenziale la
vegetazione del greto fluviale. Le piene invernali, seguite dalle
magre estive che in alcuni punti quasi determinano la scomparsa
dell’acqua, influenzano sia Ia flora igrofila che quella xerofita.
Quest’ultima Si sviluppa infatti fino a poca distanza dal
corpo idrico.
Era le specie arboree che colonizzano l'alveo, ricordiamo alcuni
tipi di salice e il pioppo sia bianco che nero. Nei punti in cui
l'acqua non invade mai la terra, anche a poca distanza dall'argine,
compare l'olmo, l'acero campestre, la roverella, ta robinia, l'orniello
e il carpino nero. Iinteressanti, fra le specie igrofile erbacee,
la menta acquatica e diverse specie di canne acquatiche (Tipha).
Presenti in grandi quantità l'artemisia volgare e il ranuncolo
dei campi.
La flora arbustiva che torna abitualmente le piante ad alto fusto
è costituita in prevalenza da prugnolo spinoso, rosa canina,
biancospino, ginestra. Non mancano le dematidi (vitalba) che, unitamente
all'edera, si avvinghiano agli alberi.
La
Valle del Marecchia
in alcune zone delta Valle del Marecchia, in particolare dal tratto
centrale del fiume verso la foce, è presente una vegetazione
di tipo mediterraneo.
Le
zone più propriamente rupestri presentano, in conseguenza
dello scarso spessore del suolo e dell'azione erosiva esercitata
dal vento e dalle precipitazioni, una notevole diffusione di essenze
erbacee con un'elevata resistenza alte condizioni climatiche avverse:
la violaciocca, il convolvolo, la itta, l'elicrisio, il semprevivo.
Grande Ia diffusione di arbusti quali il biancospino, la ginestra,
il ginepro e la rosa selvatica, raro il terebinto. Tra le specie
arboree più diffuse troviamo l'ornielto e la roverella. La
vegetazione posta ai margini delle formazioni rocciose più
aspre è ricca di essenze arbustive e arboree in quanto maggiore
è lo strato di suolo da colonizzare. Alle specie già
citate si aggiungono soprattutto piante erbacee e arbusti tipici
dette aree non coltivate o la cui coltivazione è stata da
tempo abbandonata: l'asparago selvatico, il sambuco, il rovo, la
vitalba. Nella bassa e media fascia collinare la vegetazione arborea
più diffusa è costituita da associazioni di roverella,
orniello, carpino nero, acero campestre e sorbo comune, alle quali
si aggiunge la presenza di arbusti appartenenti alle specie già
citate in precedenza e in particolare, ginepro, rosa canina, biancospino
e prugnolo.
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| La
Fauna |
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Non esiste una fauna tipica delle vallate descritte, per cui ci
si può riferire al territorio di Rimini nel suo complesso.
Fino a pochi anni fa l'elemento faunistico che contraddistingueva
la Val Marecchia dagli altri ambiti territoriali, era costituito
dal capriolo selvatico. La sua presenza, ora, è estesa anche
nelle valli del Conca e del Marano. Gli esemplari avvistati, con
buona probabilità, provengono dal vicino Montefeltro e hanno
iniziato il processo di colonizzazione all'inizio degli anni ' 80.
I luoghi maggiormente frequentati dai caprioli sono le aree calanchive
che di cespugli di rosa e biancospino. Queste zone, lontane dal
centri abitati e dalle strade di grande comunicazione, risultano
difficilmente penetrabili per la presenza di una fitta vegetazione
arbustiva. E’ questo il principale motivo che ha finora creato
difficoltà negli avvistamenti del caprioli. Di recente, perô,
si segnalano avvistamenti più frequenti anche in zone meno
impervie e maggiormente antropizzate. Ciò forse a seguito
di un minor timore dell'animale nel confronti dell'uomo.
La mancanza di ampi superfici boschive influenza la presenza di
altri grossi mammiferi e quindi Ia fauna osservabile è ad
ampia valenza ecologica. Considerando però le aree limitrofe
del Montefeltro e del monte Carpegna, ricadenti nella confinante
regione Marche, queste risultano maggiormente frequentate da fauna
selvatica in quanto più ricche di elementi floristici naturali.
Nell’alta Valle del Marecchia (Alpe della Luna) è presente
il daino. Per il resto il nostro territorio è frequentato
da mammiferi, uccelli e rettili abbastanza comuni.
Fra i mammifeni carnivori ricordiamo la volpe, la donnola, la faina,
la puzzola e il tasso. Altro mammifero particolarmente presente
nelle nostre campagne e relativamente facile da avvistare, è
il riccio, anch'esso utile all'ecosistema dal momento che si nutre
di rettili e altri animali ritenuti dannosi. E' presente anche l'istrice,
sia pure in numero più limitato.
Per quanto riguarda gli uccelli, merita ricordare l'avifauna migratoria
presente nell'invaso del Conca. Si tratta di specie dalle grandi
dimensioni quali: l'airone cinerino, il cormorano, il cigno. Si
può osservare, sia pure raramente, la cicogna di passaggio
nei suoi voli migratori.
Per quanto riguarda i rapaci, dopo il preoccupante calo imputabile
a una caccia incontrollata, ora si assiste a un costante, sia pur
lento, ripopolamento. Fra quelli presenti nella provincia di Rimini,
ricordiamo tra i falchi la poiana e il gheppio, mentre Ira quelli
ad abitudini notturne i più rappresentativi sono il barbagianni,
la civetta e l'allocco.
Concludendo questa breve e non certo esaustiva trattazione faunistica
della provincia di Rimini, ricordiamo fra i rettili alcune specie
di serpenti comuni quali: la natrice dal collare, la biscia tassellata,
il biacco. Sono animali innocui che erroneamente alcuni scambiano
per le temute vipere. Pur non escludendo Ia presenza di questo pericoloso
rettile, rispettando alcune precauzioni, è facile evitare
uno spiacevole incontro; infatti generalmente le zone preferite
dalla vipera sono scarsamente accessibili.
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| L'Agricoltura |
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L'agriturismo, oltre a rappresentare un'opportunità di integrazione
del reddito agricolo, può contribuire a valorizzare le produzioni
tipiche esercitando, allo stesso tempo, una funzione di protezione
dell'ambiente. Ci sembra opportuno, data la complementarietà
tra l'attività agricola e quella agrituristica,
riportare
alcune informazioni di carattere generale sull'agricoltura della
provincia di Rimini.
Le aziende del riminese sono circa 8.000 e coprono una superficie
totale di oltre 38.000 ettari, più del 70 per cento dell'intera
superficie territoriale . La superficie media delle aziende, che
si può stimare attorno ai 4 ettari, risulta inferiore a quella
media regionale. Ciò è dovuto anche all'incidenza
delle numerose aziende orticole specializzate, di piccole o piccolissime
dimensioni spesso interamente coperte da serre e tunnel, concentrate
nella pianura della Valmarecchia a mare del tracciato autostradale.
Da un punto di vista altimetrico i terreni agrari sono situati prevalentemente
in collina e ciò condiziona sia le caratteristiche strutturali
delle imprese che il tipo di produzione. Tuttavia anche in pianura
gran parte della superficie e adibita a uso agricolo con ordinamenti
colturali a carattere intensivo. Soprattutto in collina risulta
molto elevata l'incidenza delle aziende condotte part - time, a
seguito delle occasioni di lavoro stagionale offerte dall'attività
turistica costiera.
La conduzione diretta familiare rappresenta Ia forma di gestione
più diffusa delle aziende agricole. A livello produttivo
le colture che occupano le maggiori estensioni (cereali e foraggiere
che coprono oltre il 60 per cento della superficie agricola utilizzata)
sono quelle che contribuiscono in misura minore alla formazione
della produzione lorda vendibile vegetale (poco più del 25%).
Al contrario, alcune colture di limitata estensione ma di grande
pregio (ortaggi e frutta soprattutto) coprono solo il 7% della superficie
ma costituiscono ben il 35% del valore della produzione lorda vendibile
vegetale.
Il
settore viticolo rappresenta un comparto produttivo di estrema importanza
sia dal punto di vista della superficie investita che del valore
della produzione ottenuta. I vigneti occupano circa 4000 ettari
di cui 3600 circa in produzione.
Recentissima è l'iniziativa della Provincia di Rimini che,
in collaborazione con l'Enoteca Regionale, la Fondazione Fellini
e la Camera di Commercio, lega le migliori produzioni della D.O.C.
Colli di Rimini al nome del famoso regista. Il progetto denominato
I Felliniani , è nato per promuovere e valorizzare adeguatamente
le nuove D.O.C. presenti sul territorio. Tali produzioni sono riconoscibili
da un cartiglio applicato al collo della bottiglia, riproducente
un immagine tratta da un disegno originale di Federico Fellini (I
vitelloni sulla spiaggia ) bozzetto utilizzato per il film La dolce
vita.
Un'altra coltura tipica del territorio provinciale è l'olivo
la cui coltivazione si estende per oltre 1000 ettari, sia in coltura
specializzata che promiscua, con esemplari talvolta originati da
ceppaie ultrasecolari. L'olivicoltura trova la massima diffusione
negli ambiti collinari delle valli del Conca e del Marecchia. La
pianta rappresenta, in tale contesto, un vero e proprio "elemento
ambientale" che caratterizza il nostro territorio sia dal punto
di vista paesaggistico che produttivo.
L'olio extravergine d'oliva del riminese presenta dei caratteri
di qualità e tipicità tali da renderlo competitivo
con i migliori prodotti nazionali. I produttori provinciali sono
in attesa dell'approvazione della D.O.P (denominazione di origine
protetta). Tale ambito riconoscimento costituirà un elemento
di fondamentale importanza nel processo di valorizzazione dell'olio
extravergine d'oliva locale.
Il settore zootecnico si presenta complessivamente modesto e in
progressiva riduzione, soprattutto per quanto riguarda il settore
bovino.
Da evidenziare, in controtendenza rispetto all’andamento del
settore zootecnico, la crescente importanza assunta negli ultimi
anni dall'allevamento ovino. La cultura di questa tipologia di allevamento
deriva dall'immigrazione, attorno agli anni ' 60, di diversi nuclei
famigliari provenienti dalla Sardegna e insediati soprattutto nella
Valconca. Risultano numerose le aziende che trasformano il latte
ovino in prodotti tipici, quali ricotta e pecorini di ottima qualità,
che si possono acquistare direttamente in azienda.
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