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Vocaboli dialettali

Amici

 

SARASEN : Assatanato. Darsi da fare con energia. Voglia di strafare. Operare con accanimento. Chi fa da sè fa per tre.

ARGHIFLID : Raggomitolato. Rannicchiato. Avvolto come un gomitolo. Anche di persona che si vuole nascondere alla vista di qualcuno.

NASETA : Legatura che si fa alla scarpe dopo averle calzate. Un nastro attorno al collo con il relativo fiocco.

LJSA : Scivolo. Piano inclinato che consenta uno scorrimento. Gioco per ragazzi costituito da un piccolo canale inclinato sul quale scivolare.

CINCIANGLE : Una cosa ridotta nelle dimensioni. Impiccolito in maniera eccessiva.

SFROMBLA : Fionda. Archetto. Arma da lancio. Tirare con la fionda. Armato di fionda.

ARBUFF : Fare una cosa per dispetto, di fretta, improvvisamente. Anche cosa spiacevole, provocata da rabbia, da invidia, non gradita.

SBUDLED : Disordinato nel vestire. Malmesso nella persona.Dicesi di bambino malconcio nel vestito dopo avere giocato con gli amici.

AVDUDA : Fare una festosa, gentile o anche fredda accoglienza ad un ospite, un amico, anche ad una cambiale alla sua scadenza.

FIEZ : Non fiatare. Non sussurrare. Respirare appena. Non aprire bocca.

AGRISTES : Riferito ad una persona incerta, timorosa che stenta sempre prima di prendere una decisione qualsiasi. Anche persona pigra e vergognosa.

DABON : Davvero. Veramente. Proprio così. Enunciazione di un fatto accaduto o meno.

TRACOGLIE : Bretelle. Strisce di tessuto elastico (anche di cuoio) che sorreggono i pantaloni passando per le spalle.

INTREMPULE : Persona fastidiosa. Che ostacola. Che procura disagio. Anche noiosa.

BACUC : Una volta con bacucco s’indicava la persona rimbecillita dall’età. Il vecchio pieno di acciacchi e prossimo alla fine dei suoi giorni.

SGAMBARGIE’ : Vacillare. Non reggersi bene in piedi. Essere sul punto di cadere. Ondeggiare come barca.

SBRIS : Scivolare via. Fare presto, in un baleno. Spostarsi repentinamente e velocemente.

SUGIZION : Soggezione. Stato passivo di sottomissione. Senso d’imbarazzo. Esitante timidezza.

ARUGLUN : Rotolare più volte su se stesso a seguito di una caduta accidentale. Rotolare una botte. Andare a rotoli a seguito di un cattivo affare.

LIPA : Gioco in prevalenza giovanile ma praticato anche dagli adulti, molto in voga fino alla fine degli anni ’20.

ABURDE’ : Manovra o atto dell’abbordare. Accostarsi a qualcuno per chiedere informazioni.

PATACA : Coglione. Buono a nulla. Sciocco e sprovveduto, ma soprattutto quella che pensate voi.

GNINT : Niente. Nulla. Nessuna cosa. Niente affatto. Non mi piace per niente.

ARTAJ : Ritagli : da un pezzo di stoffa o di carta. Ritaglio di tempo libero dopo il lavoro per distrarsi un poco.

PAIDI’ : Digerire. Compiere la funzione della digestione. Anche digerire una sbornia, come pure una persona noiosa o indisponente.

FAPULON : Incapace. Non idoneo a svolgere certi lavori o attività specifiche.

SFURGATLE’ : Ficcare il naso in cose altrui. Curiosare in vari modi. Cercare qualche cosa.

ARPZE’ : Rappezzare alla meglio un indumento. Aggiustare un vestito sostituendo pezzi logori.

SPARGUIUN : Senza ordine alcuno. Oggetti e cose disseminati tutt’intorno sul pavimento.

VANTAROLA : Ventola. Arnese usato per ravvivare il fuoco.

ANCIO’ : Alici sotto sale. Acciughe salate.

BDUCIOS : Pidocchioso. Anche persona gretta e taccagna o persona agiata che si da arie da gran signore.

SPUGNITE’ : Darsi da fare. Armeggiare intorno a qualche cosa senza combinare niente di buono.

GAMBARELA : Sgambetto. Mettere di proposito un piede tra i piedi di una persona che cammina, per farla cadere. Farsi largo a spese di una persona prendendo in modo sleale il suo posto. Il procedere incerto di un ubriaco, o di un ammalato.

INVEL : Da nessuna parte. In nessun luogo. A nessun costo.

ABIGANTUN : Il procedere con le mani e le ginocchia per terra come i vermi.

RADANEDA : Rabberciata. Sistemata alla meglio. Riordinare la casa. Mettere in ordine la persona.

MULIGA : La parte interna e tenera del pane. Piccola quantità di pane o biscotto. Avere poco tempo a disposizione. Piccola quantità di tutto.

ARCICLID : Persona magra, bassa di statura e striminzita. Ma anche agile e svelto se riferito ad un bambino.

BASCOCIA : Tasca. Serviva per tenerci il fazzoletto, i soldi, le chiavi, ma soprattutto per tenerci le mani, specialmente in inverno con il freddo.

FAGOT : Involto. Fagotto. Anche strumento musicale. Ma anche persona debole, ingenua, poco furba.

CATURA : Incertezza. Contrarietà: Impedimento. Ostacolo di qualsiasi natura. Perdere le staffe. Essere o trovarsi in difficoltà .

AQUADICIA : Ultimo residuo delle uve dopo il vino diluito con acqua.

BILIN : Un oggetto. Un giocattolo qualsiasi che, ai tempi di quando nelle case era in uso il lume a petrolio e la candela, doveva servire come mezzo di gioco ai bambini per farli tacere quando piagnucolavano.

CANDLOT : Ghiaccioli. Candelotti di ghiaccio.

SALTAREL : Chiavistello. Catenaccio. Piccola sbarretta fissata all’interno della porta.

SGAVSI’ : Vedere. Percepire con gli occhi una persona, un ostacolo. Rendersi conto visivamente. Distinguere o meno un’ ombra in lontananza.

BRET : Berretto. Copricapo di varia foggia con o senza visiera. Anche Briten o Britac .

CURTLEDA : Da non intendersi come minaccia da arma bianca “se non fai come dico io, ti do una coltellata” , ma bensì come muro divisorio.

OLTA : Al di qua o al di là. Non poter andare oltre quel limite. Venire verso di me. Andare in quel posto.

CARGHE’ : Caricare. Caricare sui prezzi e sui debiti, caricare la merce sopra un camion o le valigie sopra la macchina, caricare la pistola, l’orologio, la trappola per prendere i topi.

DA RIF O DA RAF : A tutti i costi. Di prepotenza. In un modo o nell’altro. O la va o la spacca.

CIAF : Cencio. Straccio. Un pezzo qualsiasi di tessuto vecchio e logoro.

DONCA : Dunque. Insomma. Parola avente valore conclusivo.

CALCHE’ : Comprimere con forza. Ridurre di volume mediante pressione. Schiacciare e pigiare i vestiti in un baule o la terra sotto i piedi.

PUGNETA : Masturbazione. Anche seccatura.

CUDRON : Osso sacro. Osso che trovasi nella parte inferiore della colonna vertebrale.

CIACAPJST : Trambusto. Incapacità di saper dare ordine alle proprie idee. Anche chiasso, confusione. Avere difficoltà a concludere una osa.

GARAVLE’ : Racimolare. Raccogliere. Mettere insieme una certa somma di denaro, o più cose da più parti. Un affare andato bene, meglio del previsto.

ARIUT : Rivincita. Seconda prova che si concede all’avversario perdente.

GRASENA : Abbondanza. Ricchezza. Quantità superiore al fabbisogno.

CUGI : Diminutivo di cugino di primo grado, cioè figlio di un fratello o di una sorella dei propri genitori. Ci sono anche cugini di secondo grado, cioè tra figli di cugini. In questo caso però, venivano chiamati Cusbren.

GRATAMARIANA : Una bevanda rinfrescante a base di ghiaccio tritato con l’aggiunta di una spruzzata di sciroppo.

BAGIA : Un gesto benevolo della sorte. Un caso fortunato. Un colpo di fortuna capitato tra capo e collo inaspettatamente.

CAGARELA : Diarrea.

SCURGE’ : A voi la traduzione!

INGRANZULID : Rattrappito. Intorpidito. Intirizzito. Non riuscire a muovere le dita dal freddo.

CO’ : Che cosa? Una cosa generica, qualsiasi.

MOCLE : Bestemmia. Espressione ingiuriosa al colmo della rabbia. Accendere una candela .

CAPARELA : Specie di soprabito di notevole ampiezza a forma di ruota, senza maniche e cappuccio. Una volta molto usato dai marinai al posto del cappotto.

BALUG : Strabico. Stralunato. Affetto da strabismo.

CUCMA : Recipiente di latta stagnata, anche di rame, con quale nelle vecchie caffetterie si preparava il caffè da servire alla clientela.

INZCHE’ : Azzeccare. Colpire al punto giusto. Anche indovinare le mosse del nemico o i numeri al lotto. Una soluzione azzeccata, indovinata.

SORA (e pre ) : Binomio indissolubile che d’inverno, al momento di andare a letto, faceva la gioia dei bambini. I non più giovani ricorderanno i tempi della suora e del prete che, nella stagione fredda, si metteva al centro del letto, tra le lenzuola, per godere un po’ di tepore.

ARDUT : Ridursi a una determinata situazione, di miseria o di sporcizia.

LUVACION : Ghiottone. Golosone. Ingordo. Avido.

MATRA : Mobile rustico con una cassa interna nella quale si poneva la farina, il pane e la piada. Sopra la cassa il tagliere di legno duro, sul quale s’impastava la farina, chiuso da un coperchio ribaltabile o scorrevole.

BDOSA : Riparo . Ridosso.

LAPA : Persona tediosa, lamentosa e noiosa.

BATIBUI : Confusione. Disordine. Grande scompiglio.

BUCHEL : Boccale. Recipiente di ceramica o terracotta .

CAGADUR : Gabinetto. Bagno. W.C.

PISCOLIE : Pozzanghere. Cavità del terreno piena di acqua sporca e fangosa.

MOL (Levce) : Bagnato fradicio. A bagno come il baccalà. Bagnato come un pulcino. Tuffato nell’acqua.

ARANGE’ : Arrangiare. Mettere a posto. Rassettare, sistemare, ma anche sottrarre e rubare.

GUMETA : Aquilone. Giocattolo di carta. Anche Cervo Volante o Cometa.

CADECAZ : Immaginario posto lontano. Luogo inesistente.

BARBET : Mento.

CASEN : Termine per indicare confusione, scompiglio, chiasso. Casa di tolleranza.

PATVELA : Parte dell’abbottonatura dei calzoni.

DIOGREZIA : Espressione rivolta al Signore.

CIANTI : Centesimo. La centesima parte di una lira. Con 5 centesimi si faceva 1 soldo e con 20 soldi si faceva 1 lira.

CAJ : Si diceva di persona molto deperita fisicamente a seguito di un malanno. Anche avvilita e depressa.

GIAGIA : Sdraiarsi in comoda posizione. Oziare.

PAPULA : Bugia. Affermazione poco credibile. Fandonia, racconto non veritiero.

INTINIMO’ : Comunque. In ogni caso. Tuttavia. In qualsiasi modo.

IMBIZIOS : Presuntuoso. Ambizioso. Che vuole distinguersi. Che si dà delle arie, dell’importanza.

VAMPULON : Millantatore. Fanfarone. Che cerca di fregare il prossimo.

USTARIA : Rivendita di vino al minuto e rispettivi soprannomi dei gestori.

Elvino Galluzzi,”Ultme lazagna”, Cattolica, tipolito la Grafica, 1995
(Foto – Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)