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Tonino Guerra

CENNI BIOGRAFICI

Tonino GuerraAntonio Guerra detto Tonino (Santarcangelo di Romagna, 16 marzo 1920 – Santarcangelo di Romagna, 21 marzo 2012) è stato un poeta, scrittore e sceneggiatore italiano.

Nato a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo 1920, inizia a comporre poesie in lingua romagnola durante la sua prigionia nel campo di concentramento di Troisdorf, in Germania, raccolte nel volume I scarabocc (’46). Esordisce come scrittore nei Gettoni diretti da Elio Vittorini per Einaudi all’inizio degli anni ’50. Si stabilisce a Roma nel ’53.

Frequentando la casa del pittore Lorenzo Vespignani, divenuto suo amico, fa la conoscenza di Elio Petri, Giuseppe De Santis (con cui debutta come soggettista in Uomini e lupi nel ’57), e Aglauco Casadio (con lui invece il debutto come sceneggiatore in Un ettaro di cielo nel ’59).

Alla fine degli anni ’50 avviene l’incontro con Michelangelo Antonioni: Guerra collaborerà alla realizzazione di tutti i suoi film, a partire da L’Avventura (’60), unica eccezione per Professione Reporter.

I piu’ grandi registi hanno collaborato con lui: De Sica, Monicelli, i fratelli Taviani, Rosi, Tarkovskij, Fellini (decisivo il suo contributo ad Amarcord, inno poetico alla “romagnolità”, vincitore del premio Oscar), Wenders, Angelopoulos (con il quale nel 1998 ha vinto la Palma d’oro al Festival del Cinema di Cannes per il film ‘L’eternità e un giorno’) e molti altri

Poeta e narratore, Guerra faceva parte del “gruppo di Santarcangelo”di cui ne era l’iniziatore. Con lui collaborarono anche Nino Pedretti, Gianni Fucci, Raffaello Baldini e Giuliana Rocchi, essi s’imposero come punto di riferimento nel panorama della cultura romagnola e dialettale, ma anche nella poesia. Il dialetto divenne strumento di scandaglio esistenziale, un mezzo di trasgressione sul modo di vedere la realtà. Le scelte romagnole portarono a prediligere i generi classici negli ambiti della tradizione agreste: storie di animali, fantasmi, magia e ambienti campestri.

Tonino Guerra ha pubblicato per la casa editrice Maggioli: Il Miele (’81), L’Aquilone. Una Favola senza tempo (’82, con Antonioni), La Capanna (’85), Il Viaggio (’86), Il Libro delle chiese abbandonate (’88), L’orto d’Eliseo (’89); per la Bompiani dal ’67 al ’78: L’equilibrio, L’uomo parallelo, I cento uccelli, Il Polverone (edito nel ’92 anche da Maggioli); per la Rizzoli (la sua opera poetica dialettale è riunita nel volume I Bu del ’72)…

Tonino Guerra dal 1989 viveva e lavorava a Pennabilli, centro del Montefeltro, che per l’amore dimostrato nei confronti di questo territorio gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Qui ha dato vita a numerose installazioni artistiche. Si tratta di insoliti giardini-museo e mostre che vanno sotto il nome de “I Luoghi dell’anima”. Tra di essi l’Orto dei frutti dimenticati, il Rifugio delle Madonne abbandonate, la Strada delle meridiane, il Santuario dei pensieri, l’Angelo coi baffi, il Giardino pietrificato.

Il Pianeta Cenere (Tratto da “Cenere”- Tonino Guerra”- 1990)

Cenere di Tonino GuerraIl pianeta Terra è una palla grigia coperta di cenere e detriti. Il suo perenne viaggio è accompagnato da voci disperate che si esprimono in russo e a volte in americano. Probabilmente sono astronauti persi negli spazi, che non sanno più dove e come atterrare. Questi uomini sono i soli che hanno visto la foresta dell’Amazzonia in fiamme e l’acqua dei poli che invadeva i continenti, trascinando le balene tra i grattacieli di New York e gli elefanti in alto mare. Poi tutto è diventato vapore e l’azzurro dell’acqua è scomparso nel cielo e le ossa degli animali e delle città sono diventate sedimenti polverosi.

Il cielo è attraversato da un carro lucente di foggia antichissima, trainato da cavalli. È guidato da un giovane contornato da amici. Corrono per il cielo su questo veicolo luminoso. Uno di loro si gira per gridare agli altri: “Troppo vicini…siamo passati troppo vicini”. “Non temere, Fetonte. Apollo non se ne accorgerà nemmeno”. “Gli ho chiesto il carro del Sole per un giomo e in un giorno ho bruciato i boschi, le città e prosciugato tutti i mari della Terra”. “Tuo padre ti perdonerà”.

Il carro scompare nel cielo con tutte le grida in greco della discussione e nell’aria ricompaiono le voci degli astronauti russi e americani, che non sanno dove atterrare ora che la Terra è completamente distrutta dalle esplosioni atomiche.