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Rimini

Tempio malatestiano Rimini - esternoTempio malatestiano Rimini - Interno

IL TEMPIO MALATESTIANO DI RIMINI

La struttura è inclusa nei misfatti di Sigismondo è un inedito tentativo di dare forme classiche a un edificio cristiano e a raffigurazioni plastiche; infatti l’esterno classico si contrappone all’interno gotico che ben riflette il tradizionale decorativismo del gusto cortese.

Tempio malatestiano Rimini: piantina
Il tempio Malatestiano è caratterizzato, all’interno, da un’unica navata con una copertura a capriate in vista, affiancata da 8 cappelle e da un’ampia abside, quest’ultima ricostruita nel dopoguerra e racchiude una consistente reliquia il crocefisso di Giotto, mentre nell’attigua cappella vi è l’unica testimonianza originaria della dedicazione francescana: una tela con S. Francesco che riceve le stimmate, dipinta nel 1548 dal Vasari.

Le rimanenti 6 cappelle sono del ‘400 caratterizzate da balaustre marmoree alte e sporgenti, archi e finestre gotiche, rivestimenti marmorei, bassorilievi e statue realizzate in gran parte dall’ Alberti per dimostrare che la statua o l’intarsio è più resistente di un affresco.

L’intero edificio è policromo con colori come l’azzurro e l’oro ed i colori Malatestiani ovvero il verde, rosso e bianco, ed inoltre ricco di decorazioni dipinti e scintillanti dorature. L’impronta Malatestiana è forte in tutte le parti dagli elementi araldici alle sigle (SI).

 

 

Affresco - rappresentazione di Sigismondo Pandolfo Malatesta

 

Tempio malatestiano:interno

Cappella di S. Sigismondo:

Fondata per prima nel 1477 e consacrata a S. Sigismondo nel 1452, rivestita di marmi.

Sull’altare vi è la statua di S. Sigismondo Borgogna seduto su un trono formato da 2 elefanti: inoltre coppie di elefanti sorreggono i pilastri della raffigurazione delle virtù cardinali e teologali.

Cappella d’Isotta:

Caratterizzata dalla tomba d’Isotta, amante e poi moglie di Sigismondo, nel tabernacolo centrale ha la statua marmorea di S. Michele arcangelo, con formelle che rappresentano angeli canterini suonatori che decorano i pilastri.

Cappella si S. Girolamo:

Dedicata a S. Girolamo interamente rivestita in marmo rosso, viene detta dei pianeti per i rilievi che rappresentano appunto i medesimi ed i loro segni zodiacali, tutti creati da Agostino di Duccio, lo stesso che ha raffigurato con la tecnica dello stiacciato la prima veduta di Rimini sovrastata dal cancro (si ipotizza segno zodiacale di Sigismondo) segno di possessione e di padronanza dell’intera città.

Il centro abitato cinto da mura ai piedi di colline aguzze e lambito dal mare.

Si possono notare nella formella Castel Sismondo che sovrasta la piazza del comune, in cui sorgono il palazzo dell’Arengo e la fontana.

All’estrema sinistra la chiesa di S. Agostino. La chiesa di S. Maria Annunziata, invece, fiancheggiata dagli alberi sopra al castello.

Più in basso abbiamo porta Galliana e porta S. Pietro che dominano il Marecchia. Massi quadrangolari costeggiano l’alveo del fiume a monte del ponte.

In primo piano abbiamo la Cocca tipica imbarcazione medioevale di forma arrotondata che solca il mare increspato. (si pensa che il maestro si sia ispirato a una cocca nel porto Riminese.

Il crocifisso di Giotto custodito all'interno del Tempio

Cappella di S. Giuseppe:

Chiamata degli arti liberali, appunto perché le opere del Duccio raffigurano nelle formelle le muse degli arti liberali e Apollo che poggiano i piedi su una superficie convessa, sferica ad indicare il cosmo. Interamente in marmo veronese contiene anche una statua del Manfrini (1999).

Cappella di S. Raffaele Arcangelo:

Denominata dei Giochi infantili, decorata con bassorilievi che raffigurano angioletti e putti che giocano in perfetta simmetria di forme significanti con quella che sta di fronte all’arcangelo Michele.

 

Cappella della Madonna dell’ Acqua:

Veduta generale della cappella della Madonna dell’acquaIn origine dedicata ai martiri, invocata protettrice contro le calamità naturali.Tempio malatestiano Rimini : interno

L’immagine posta nella nicchia centrale è opera tedesca della prima metà del 400.

Sui pilastri sorretti da elefanti sono scolpiti sibille e profeti e nel dado inferiore vi sono 2 ritratti di Sigismondo.

Nella parete di sinistra vi è collocato il sarcofago degli antenati e dei discendenti di Sigismondo con dietro uno panneggio gotico; presentano 2 bassorilevi uno simboleggia le benemerenze della famiglia nelle imprese culturali (il trionfo di Minerva), e la gloria ottenuta con le vittorie militari (il trionfo di Scipione).

Cella delle reliquie:

Una sagrestia ricavata tra la cappella di S. Michele e quella di S. Sigismondo.

Ha un ambiente soffittato con una volta a botte, una finestra alta e stretta sormontata da un oculo.

La porta ha una doppia incorniciatura marmorea e stipiti decorati con le figure dei santi, un architrave con l’allegoria della fortezza, un debole timpano con uno scudo malatestiano affiancato dai loro stemmi e da putti su pesci.