E'
da tempo immemorabile che la Festa della Piadina e dell'Uva
si ripete, si potrebbe dire, ogni volta praticamente uguale
a se stessa. La formula, è di quelle vincenti, perché
allora cambiarla? Certo, nel corso degli anni e dei decenni
si è evoluta. O meglio: per qualcuno si è evoluta
per gli "ortodossi" della tradizione è regredita.
Gli
ingredienti sono i medesimi: tanti turisti e tanti residenti,
perchè è una festa attesa con tanta trepidazione
da tutti, piadina tipica romagnola, salame, uva, vino e musica
del folclore romagnolo.
Nel
1960, tale pare la data in cui si è svolta per la prima
volta, era organizzata dall'Azienda di Soggiorno. Era una delle
poche, ma belle e ricercate manifestazioni turistiche del periodo.
La musica ARABITA di Fano con i suoi strumenti strani, i carri
allegorici, l'uva su di un carretto trainato da un paio di buoi
e poi le massaie che impastavano e cuocevano al momento la piadina.
Tutto molto tipico e caratteristico.
I
tempi sono cambiati e con i tempi le esigenze dei turisti e
la tecnica organizzativa, ma l'essenziale della tradizione è
stato mantenuto.
I
turisti, e non solo, continuano ad accorrere a frotte e bruciano
in poco più di due ore: 600 litri di vino servito in
2.000 brocchette ricordo della "Città di Cattolica",
10 quintali di uva, 10.000 spicchi di piadina imbottiti con
mezzo quintale di salame.
Così
succederà ancora: giovedì 14 settembre in Piazza
Primo Maggio a Cattolica con l'Orchestra Davide Morri che farà
ballare, gli ospiti ancora numerosissimi nonostante la data,
con i suoi tanghi, valzer, polke e mazurche.