einstein_icona.gif (10754 byte) Con la teoria della relatività generale introdussi un approccio completamente nuovo alla gravitazione, basato sull'analogia tra gravità e accelerazione Link alla biblioteca.

Supponiamo che un astronauta si trovi in piedi all'interno di un ascensore fermo e che faccia cadere una mela. La mela accelera a 9,8 metri/secondo².

Ora supponiamo che l'ascensore si trovi nello spazio lontano da qualsiasi corpo celeste. L'astronauta e la mela sono entrambi privi di peso.

Supponiamo che l'ascensore venga tirato da una navicella spaziale e acceleri esattamente a 9,8 metri/secondo². Il pavimento dell'ascensore preme contro i piedi dell'astronauta. Per lui è come trovarsi sulla terra. La mela sembra cadere esattamente con la stessa accelerazione con cui era caduta sulla superficie terrestre.

Ora l'astronauta esegue un esperimento con la luce Link alla biblioteca. Se l'ascensore nello spazio non sta accelerando un raggio di luce appare perfettamente rettilineo. Se l'ascensore accelera la luce devia leggermente.

La mia ipotesi fu che se la luce appare deviata in un sistema accelerato, dovrebbe deviare anche in un campo gravitazionale. La conferma avvenne durante un eclissi del 1919. Fu osservato che una stella in prossimità del sole oscurato dalla luna si trovava in una posizione differente da quella normalmente occupata. I raggi di luce della stella erano stati deviati dal campo gravitazionale del sole.

Nella teoria della relatività generale le interazioni dei corpi, che prima di allora erano state descritte in termini di forze gravitazionali, vengono spiegate come l'azione e la perturbazione esercitata dai corpi sulla geometria dello spazio-tempo, uno spazio quadridimensionale che oltre alle tre dimensioni dello spazio prevede una coordinata temporale.

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