Piccolo Vademecum sulla donazione del sangue
Il
sangue è un tessuto vivente composto di elementi cellulari
(globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) sospesi in un liquido,
il plasma, nel quale sono disciolte proteine, sali minerali, zuccheri
e grassi.
I globuli rossi trasportano ossigeno dal polmoni a tutti i tessuti
dell'organismo, dove raccolgono anidride carbonica, che riportano
ai polmoni per essere eliminata.
I diversi tipi di globuli bianchi proteggono l’organismo dalle
infezioni e da altre malattie: alcuni combattono i germi distruggendoli
direttamente, altri producono molecole, gli anticorpi, che aggrediscono
e distruggono le sostanze estranee.
Le piastrine, in combinazione con alcune molecole contenute nel plasma
(i fattori della coagulazione), concorrono alla formazione del coagulo,
quando si produce una ferita.
Oggi è possibile ottenere separatamente questi diversi componenti.
Con
la donazione tradizionale, il sangue viene raccolto
in un apposito contenitore multiplo (sacca di plastica, munita di
ago e collegata ad altre sacche, a costituire un unico sistema sterile,
chiuso e monouso). Il contenitore pieno di sangue viene centrifugato,
cosi che i diversi componenti si separano in ragione del loro diverso
peso: in basso, i globuli rossi; al di sopra, quelli bianchi e le
piastrine; più sopra ancora, la parte più leggera, il
plasma. A questo punto, I componenti vengono fatti uscire uno dopo
l’altro, dirigendoli nelle diverse sacche che componevano il
sistema fin dall'origine; le sacche vengono separate e si ottengono
cosi distinti preparati trasfusionali, da impiegare in ragione delle
necessità del singolo malato. Con questa tecnica, le quantità
prelevabili e gli intervalli di tempo fra un prelievo e l’altro
vengono fissati in base al componente che è più lento
a rigenerarsi: i globuli rossi.
L’alternativa
alla donazione tradizionale è quella che impiega la procedura
di aferesi. In questo caso, ci si avvale di una macchina, un separatore
cellulare, sulla quale viene montato un circuito sterile e monouso,
anch’esso dotato di ago e costituito da tubi e sacche multiple.
La macchina, attraverso un sistema di pressione meccanica che agisce
dall’esterno (quindi, senza rischio di inquinamenti e di contagio),
fa procedere il sangue nel circuito e separa i suoi diversi componenti.
Quelli che ci si propone di trattenere vengono diretti selettivamente
nelle diverse sacche; gli altri vengono restituiti al donatore per
la stessa via, in questo modo, è possibile prelevare soltanto
il plasma (plasmaferesi), soltanto le piastrine (piastrinoaferesi)
o prelevare la combinazione di due componenti (es. plasma/piastrinoaferesi)
e cosi via. II vantaggio sta nella possibilità di regolare
la quantità e i ritmi del prelievo in modo selettivo, ottenendo
preparati trasfusionali più ricchi, più ravvicinati
nel tempo, senza che questo porti alcun danno al donatore.
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UTILIZZO CLINICO DEL SANGUE DONATO
L’uso
clinico del sangue e dei suoi derivati è di tipo sostitutivo,
cioè questi emocomponenti vengono utilizzati per rimpiazzare
quella particolare componente ematica di cui il malato è gravemente
carente.
Ad
esempio:
• globuli rossi, nell’anemia acuta per
emorragia e nella anemia cronica primitiva o secondaria a molte altre
malattie di varia natura;
• piastrine, nel paziente il cui midollo osseo
è gravemente danneggiato da cellule di un tumore maligno o
dall’effetto tossico di certi farmaci;
• plasma, nel paziente ustionato o in quello
con gravi problemi della coagulazione;
• l’efficacia delle trasfusioni di globuli bianchi
nelle gravi forme di setticemia o di inadeguata produzione di queste
cellule da parte del midollo osseo e tuttora dubbia e raramente si
fa ricorso a questa pratica terapeutica.
Oggi,
la maggior parte del plasma prodotto dai servizi trasfusionali viene
ceduta alle officine farmaceutiche specializzate nella produzione
di plasmaderivati, così che in un piccolo volume si concentri
una grande quantità di sostanza e si renda più facile
la cura delle persone che ne sono carenti o del tutto prive. Si può
disporre, in questo modo, di:
• albumina, per i malati in stato di shock,
gli ustionati, i malati con gravi carenze proteiche, ecc.;
• fattori della coagulazione, per gli emofilici
e per altre gravi forme di carenza di questi fattori;
• gammaglobuline, per prevenire o curare molte
forme di malattia infettiva, come il tetano,la meningite, l’epatite
virale, il morbillo, ecc.
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I
CONTROLLI PERIODICI DEI DONATORI
I controlli analitici che
vengono eseguiti in occasione di ogni donazione su ciascuna unità
di sangue o di emocomponente rappresentano altrettanti momenti di
verifica dello stato di salute del donatore, ma sono scelti prevalentemente
per tutelare la sicurezza della trasfusione per Il ricevente, fatta
eccezione per l’emocromocitometria (conta del globuli rossi,
del globuli bianchi, delle piastrine, determinazione dell’emoglobina
e dell’ematocrito, ecc.), la quale, anch’essa eseguita
in occasione di ogni prelievo, verifica il mantenimento di una buona
crasi ematica nel donatore.
Tuttavia, con periodicità
annuale, ogni donatore deve essere sottoposto ad una serie di indagini
scelte nel suo esclusivo interesse:
• creatininemia, per sorvegliare la funzione renale;
• glicemia, per verificare l’eventuale comparsa di un
diabete;
• proteinemia (e protidogramma per i donatori di plasma), per
assicurarsi l’esistenza di un giusto equilibrio proteico;
• sideremia e ferritinemia, per prevenire l’impoverimento
del depositi di ferro;
• colesterolemia e trigliceridemia, per verificare un equilibrato
metabolismo del grassi.
A
queste indagini possono sommarsene altre, a discrezione del medico
che esegue la valutazione di controllo periodico, suggerite dalle
condizioni del singolo caso o dalla età del donatore (elettrocardiogramma,
ecc.).
Gli esiti delle indagini svolte in occasione di ogni donazione sono
sistematicamente registrati nella cartella sanitaria del donatore
che viene conservata a tempo indeterminato. Anche gli esiti del controllo
periodico sono conservati nella cartella clinica del donatore.
In tutti i casi, vengono comunicate all’initeressato le alterazioni
ritenute più significative di provvedimenti, affinché
si possa poi intervenire per preservare il suo stato di salute.
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