Giro Cattolica #5: “Ieri e oggi”…e ancora faccio le stesse cose – Da bambini a Cattolica

Da bambini a Cattolica: La storia sei tu, solo che a volte te ne dimentichi

Una piccola Sissi sorridente dai nonni - da bambini a Cattolica

Da bambini a Cattolica: Io con la faccia da furbetta di sempre…e la frangetta tagliata…da mia mamma, ne sono sicura! (così storta poteva farmela solo lei 😀 )

 

Dopo l’evocativo racconto della scrittrice che ho postato su GiroCattolica#4 della scorsa settimana (ti consiglio vivamente di andare a leggerlo se te lo sei perso), oggi ti parlo di una storia più recente, di un’infanzia vissuta qualche anno dopo rispetto a quella della protagonista di venerdì scorso.

 

E qual’è il miglior modo per narrare un ricordo? Tirare fuori i propri.

…Infatti la storia è la mia 🙂

Immagino che non ti importerà nulla della mia giornata tipo, dato che non sai neanche chi sono. Per questo non te la racconterò. Scrivere una mia giornata classica sarebbe troppo schematico, anche se non credo invece che potrebbe risultare noioso. Ma non ti propongo neanche questo.

 

Invece farò un “piccolo” salto indietro, un balzo di più o meno 20 anni.

 

Scrivere una storia è più bello e avvincente, ti aiuta a ricordare la tua infanzia e chissà… magari è stata simile alla mia? Magari abbiamo fatto le stesse cose, oppure per un giorno siamo capitate nello stesso posto. O abbiamo visto le stesse persone, abbiamo parlato con la stessa persona, se non addirittura tra di noi. Mi affascinano queste cose. Mi piacciono questi casi.

Tra un po’ vado a fare un giretto sulla Darsena di Cattolica, il mio posto preferito, quello che mi sono ricordata di postare sulla pagina anche stamattina. Ti confesso che all’alba solo per fare una foto, non ero mai uscita. A quell’ora tornavo a casa qualche volta, o anche di più.

 

Ma basta premesse, basta tutto.

Avevo accennato che ti avrei scritto qualcosa sulla mia infanzia e così sarà!

Da bambini a Cattolica l’infanzia è stata bellissima e tutto quello che aggiungerò da adesso è per regalarti una piccola parte del ricordo di ciò che ho vissuto io.

 

Da bambini a Cattolica - oggi voglio fare la protagonista...io in due foto attaccate! ...La mamma, i nonni e il cugino

Da sinistra: io con la mamma sul cavallino… E ancora io imbaffata con il cuginetto e i nonni al mio compleanno, probabilmente – … Da bambini a Cattolica

 

La mia storia sono i miei nonni che arrivavano sotto casa mia con la loro punto rossa (che tra l’altro hanno ancora). Andavamo al mare, ma prima passavamo a prendere anche le mie amiche d’infanzia. I nonni aspettavano che ci preparassimo tutte e che scendessimo dal 3° piano come se dovessimo scendere da trenta piani e sessanta rampe di scale. Avevano decisamente un bella pazienza! Eravamo quasi sempre in tre, giocavamo a pallavolo e se non facevamo il “record dei palleggi” c’era qualcosa che non andava. 66 è il numero che mi riecheggia in testa ogni tanto. Forse il record era stato quello, ma dopo 20 anni non riesco a confermarlo con certezza.

 

Ma ora ti prometto che smetto di nominare i numeri… li ho sempre odiati!

 

…Andare al mare significava in primis fare il bagno

Il mare del mattino era più luminoso e meno trafficato. Si poteva portare la palla in acqua senza rischiare di centrare qualcuno in faccia e rompergli gli occhiali. I miei nonni portavano sempre la merenda, così ogni tanto, a metà mattino ci ritrovavamo a mangiare le fragole, le ciliege, la ciambella, il gelato o la pizzetta, che invece andavamo a prendere al bar.

La pizzetta ha fatto parte delle mie merende un po’ a tutte le età: al Parco della Pace le pizzette tonde erano la cosa più buona del mondo. Al parco si giocava a biliardino, ci si rincorreva tra uno scivolo e l’altro e si pattinava con i roller nella pista che c’è ancora oggi. Fortunatamente non eravamo forviati dal Game Boy o dalla Play Station, anche se esistevano ed erano di gran moda tra i ragazzini poco più grandi di noi.

Ma torniamo un attimo “dre marena”. Ti ho nominato il bagno al mare.

Mare = divertimento —> Divertimento = onde (se è ventilato)

… E le onde? Vanno scavalcate e infrante con lo stesso divertimento con cui si infrange un divieto.

 

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Le onde vanno raccontate!

Raramente si verificavano quelle giornate in cui il vento soffiava forte e le onde erano alte (relativamente alte, quando si è bambini sembra tutto così gigantesco). Ma quando succedeva, fare il bagno era un vero spasso, specialmente alla spiaggia della Lampara: con il materassino rattoppato (un materassino con me aveva un’aspettativa di vita che andava tra i 5 giorni e un mese) andavamo all’avventura! La prova che ci rendeva “super” a 8 anni era scontrarsi con le onde e non andare sott’acqua. Ti sentivi più potente di una regina quando riuscivi a sovrastare l’onda, ma soprattutto ti sembrava di volare in alto, sempre più in alto!

Da bambini a Cattolica si fa il bagno, si prende un pugno di sabbia dai fondali e anzichè farsi uno scrub, si tira addosso all’amico o, se non si prende bene la mira, al malcapitato di turno. Ogni tanto ci tiravamo anche le alghe e ci divertivamo un mondo! Non ti nascondo che ogni tanto, quando faccio il bagno, lo facciamo ancora tra amiche 😀

A pranzo le mie amiche non c’erano e la mia nonna spesso mi preparava gli gnocchi al pomodoro. Quando facevamo gli gnocchi, io li mangiavo da crudi, ancora prima di tagliarli. Erano buoni lo stesso.

 

La bici rossa della nonna

In età più “evoluta”, tipo quando avevo 10 anni, al mare ci andavo con la bici col cestino. Aveva le ruote grosse, per questo per me era la “bici da grandi”. La mia prima bici da grande era rossa, un po’ arruginita sotto il sellino e vicino ai freni, ma era bellissima. Andava forte anche se sembrava smontarsi tutte le volte che prendevo una buca o un tombino. Qualche volta sono caduta perchè sulla ghiaia non ero una gran ciclista, tuttavia continuava ad andare abbastanza bene.

In realtà mi piaceva perchè ce l’avevo solo io: ho sempre detestato avere le cose uguali agli altri.

E’ stata mia per qualche anno, poi qualcuno ha deciso di portarmela via nonostante fosse bella solo per me. Da quella volta non sono più riuscita a fare a meno del cestino sulla bici: lo faccio montare su tutte quelle che compro perchè nel portapacchi ci stanno meno cose e comunque non ci si può mettere di tutto. E poi è bello, è bello e basta.

 

I miei nonni a braccetto quando ancora la nonna camminava e andavano a ballare - da bambini a Cattolica

I miei bellissimi nonni a braccetto qualche anno fa, quando la mia nonna camminava e andavano ancora a ballare – da bambini a Cattolica

 

Sono nata a Cattolica e amo questo luogo.

Ma se fossi di un’altra città e volessi organizzare una vacanza, sono certa che desidererei gli stessi posti con gli stessi ricordi, che nel bene e nel male, non cambierei mai con nessuno.

Se non l’hai vissuta tu una fantastica settimana al mare a Cattolica, non è detto che non potrai viverla adesso e farla trascorrere al tuo bambino.

Da grandi a Cattolica si sta bene… ma da bambini a Cattolica si sta divinamente!

 

Io ci proverei a chiedere un preventivo!

 

E’ gratis ed è il top per organizzarsi una bella vacanza in poco tempo e nel miglior modo possibile!

 

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Buoni Ricordi a tutti!

 

Silvia

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