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Lo storione, un nuovo ospite all’Acquario di Cattolica

Venerdì 8 agosto, si è inaugurata nel Percorso Blu dell’Acquario di Cattolica, una nuova area dedicata allo storione dell’Adriatico

Nella foto  a sn:  Comandante Pietro Candido Capitaneria Porto di Cattolica, Davide Barchi Assessorato Agricoltura e produzione animali regione Emilia Romagna, Sindaco Cattolica Piero Cecchini, Claudio Casadio Presidente Provincia di RA
Dietro a sn : Cristiano Da Rugna e Andrea Drudi staff Acquario,  dott.  Olviero Morganti Università di Bologna.

STORIONI, I DINOSAURI DELL’ADRIATICO A CATTOLICA

Venerdì 8 agosto, si è inaugurata nel Percorso Blu dell’Acquario di Cattolica, una nuova area dedicata allo storione dell’Adriatico o storione cobice (Acipenser naccarii). Una specie a rischio critico d’estinzione, che  si può definire “il Dinosauro dell’Adriatico” per il fatto che ha mantenuto caratteri antichi comuni ai suoi avi che popolavano le acque di fiumi e mari ai tempi del Tirannosaurus  rex. Una specie inclusa nella lista rossa dell’UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), tra gli animali a rischio,  con una stima di circa 400 esemplari adulti rimasti in bacini semi naturali controllati.

Lo storione dell’Adriatico si aggiunge ai numerosi progetti di salvaguardia e tutela di “Salva una specie in pericolo” nato dal 2010 dall’ Acquario di Cattolica,  da sempre impegnato a sensibilizzare e ad educare il grande pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali.

Il progetto “CHE STORIONE” nasce per contribuire attivamente al sostegno di questo programma nazionale che vede protagonisti l’Acquario di Cattolica,  l’Università di Bologna e la Provincia di Ravenna,  con l’obiettivo di valorizzare le realtà e gli enti che si impegnano concretamente e attivamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate come lo storione, oltre ai i pinguini, gli squali, le tartarughe marine, i delfini, i fenicotteri e le testuggini (www.salvaunaspecie.it)

Una volta i corsi fluviali della Romagna erano ricchi di storioni, in particolare il fiume Reno, antico ramo meridionale del delta del Po. Nel corso degli ultimi 50 anni, a causa dell’inquinamento, della pesca indiscriminata e delle modificazioni dei corsi dei fiumi che ne impediscono la migrazione riproduttiva, la popolazione degli storioni ha vissuto un declino inesorabile che li ha portati alla totale scomparsa in tutta l’area.

CHI E’ LO STORIONE

Lo storione cobice ha uno scheletro in prevalenza cartilagineo, scudi ossei lungo il corpo al posto delle squame, coda eterocerca come quella degli squali e quattro barbigli vicino alla bocca che è rivolta verso il basso. È una specie “anadroma” che vive in mare in prossimità degli estuari e migra risalendo i fiumi per riprodursi. Gli adulti dello storione possono raggiungere due metri di lunghezza e 80 kg di peso; raggiungono la maturità sessuale tra i 5 e i 16 anni (20 e 30 Kg di peso) e, mentre i maschi si possono riprodurre ogni anno, le femmine hanno intervalli di riproduzione di 2 o 3 anni producendo anche oltre un milione di uova.  Di indole placida si nutrono di crostacei ed insetti e da adulti anche di piccoli pesci che riescono a catturare anche nelle acque limacciose dei fiumi.

IL PROGETTO

Per la loro salvaguardia la Provincia di Ravenna,  nell’ambito  del Progetto Europeo BE-NATUR,  ha presentato un progetto per il recupero dello storione dell’Adriatico che è stato approvato e finanziato dal Programma “South-East Europe” per la conservazione degli habitat costieri.

Il progetto prevede interventi pilota di collaborazione sia con l’Università di Bologna che con strutture private (grandi acquari pubblici), con l’obiettivo della conservazione della specie e degli habitat da ripristinare per poter accogliere nuovamente questi affascinanti pesci.

Le attività di ricerca hanno beneficiato anche di un contributo messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

Dal 2013 è in atto la collaborazione tra l’Acquario di Cattolica, la Provincia di Ravenna e  l’Università di Bologna con i ricercatori del Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene delle Produzioni Ittiche capitanati dal Dott. Oliviero Mordenti che prevede un importante programma di riproduzione, ripopolamento e monitoraggio tramite analisi morfometriche, fisiologiche e genetiche e che si propone di creare nei prossimi anni le condizioni necessarie affinché lo storione cobice possa tornare nei luoghi di origine.

La Provincia di Ravenna ha creato nei pressi della diga sul fiume Reno una scala di risalita, un’opera di ingegneria idraulica che permette la migrazione dei pesci da e verso i luoghi di riproduzione.

L’ Acquario di Cattolica, ha iniziato un programma con l’Università di Bologna  ed ha dedicato all’interno degli ambienti tecnici di stabulazione, impianti per la schiusa delle uova e vasche per lo svezzamento dei piccoli di storione. Lo staff acquariologico e  tecnico dell’Acquario di Cattolica, coordinati dal Dott.  Cristiano Da Rugna, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Bologna, seguono costantemente la crescita degli avannotti fino al raggiungimento di una taglia adeguata ad affrontare il difficile momento del rilascio in bacini monitorati del fiume Reno.

Attualmente le popolazioni di storioni cobice sopravvissute, necessitano del supporto dell’uomo per la riproduzione in bacini semi – naturali. Per questo motivo, nel percorso Blu dell’Acquario di Cattolica, si è creata una nuova area espositiva e informativa dedicata agli storioni adulti riproduttori. Questi esemplari sono costantemente monitorati  e quest’area potrà fungere da bacino per il recupero e lo studio dei singoli individui, e soprattutto per iniziare ad intraprendere un programma di riproduzione che andrà ulteriormente ad integrare quello in atto a scopo di ripopolamento in natura.

Il progetto si può approfondire sul sito:  www.salvaunaspecie.it –  Che storione

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Roberta Bagli
Ufficio Stampa
Costa Parchi
Acquario di Cattolica
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