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La Notte delle Streghe 2014

La Notte delle Streghe 2014

LA NOTTE DELLE STREGHE 2014

…fatevi incantare…

SAN GIOVANNI IN MARIGNANO

XXVI Edizione

19 – 23 Giugno 2014

VEDI IL PROGRAMMA

La manifestazione  La Notte delle Streghe 2014 di San Giovanni in Marignano giunge, con enorme successo, alla sua XXVI edizione in programma dal 19 al 23 giugno 2014 con cinque giorni di imperdibili spettacoli di artisti italiani e stranieri, anteprime, eventi, spettacoli di strada, maghi, giocolieri, mimi, musicisti, animatori, mangiafuoco …

Chi passeggia per le vie del borgo durante le serate della manifestazione, può assaporare l’alchimia del mercatino magico, con i suoi prodotti artigianali, le essenze, i gusti, i manufatti e gli unguenti a base di erbe, e contemporaneamente degustare le proposte enogastronomiche di ristoranti ed associazioni locali e, come ogni anno, salutare l’arrivo dell’estate nella Riviera Romagnola ricordando riti e tradizioni folcloristiche propiziatorie e concludere la manifestazione con il tradizionale ed evocativo “Rogo della Strega” nell’Alveo Ventena che si svolgerà alla mezzanotte del 23 giugno.

http://www.lanottedellestreghe.net/

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Info: tel. 0541.828165 Email: cultura@marignano.net

Ufficio stampa: Arianna Denicolò arianna@dedala.com – 339 5312501 – www.dedala.com

 

La Notte delle Streghe

PRESENTAZIONE

La cultura popolare in Romagna

Le radici della manifestazione principale di San Giovanni in Marignano sono legate alle ritualità legate agli astri, al ciclo agrario ed al Solstizio d’Estate che si sono confuse ed intrecciate, nella tradizione popolare, alle celebrazioni religiose della festa del santo patrono del paese.

Paese di origine romana e di impianto medievale, San Giovanni ha fin dalla sua fondazione una forte connotazione agricola (basti pensare all’appellativo Granaio dei Malatesta con il quale è ormai riconosciuto) ed ha fatto della produzione e del commercio di grano e vino la propria ricchezza. Per questo molte delle tradizionali manifestazioni, tra cui “La Notte delle Streghe”, sono legate al ciclo degli astri ed alle tradizioni popolari e contadine.

Si dice tradizionalmente, nei proverbi popolari, che nella Notte di San Giovanni “tutto può accadere e a tutto si può rimediare” ed è sintomatico che questo sia il periodo più propizio per la salute, il benessere, i fidanzamenti … ma anche per il malocchio!

Per questo a questa festa si associano tante superstizioni, al punto che la notte di San Giovanni è tradizionalmente conosciuta come la Notte delle Streghe.

Infatti la tradizione popolare vuole che, in questo particolare momento astrale, le streghe si radunassero nei crocicchi della strade per espletare i loro sortilegi, dal momento che a loro volta erano favorite dalle speciali potenzialità dell’acqua di San Giovanni.

Leggenda vuole inoltre che Artemisia, la strega buona della Valconca, abitasse a San Giovanni in Marignano, luogo di streghe, inganni e superstizioni fin dal Medioevo… Queste tradizioni, il folclore e la superstizione popolare hanno dato vita alla “Notte delle Streghe”.

Le tradizioni popolari della Festa di San Giovanni

Tra le usanze popolari più note della Notte di San Giovanni, c’era quella di accendere, nella notte, in cima alle colline, dei falò purificatori e rigeneranti in onore del sole. Con questi fuochi il contadino voleva propiziarsi la benevolenza del sole stesso perché continuasse a garantire luce e colori sui campi e nello stesso tempo, bruciando nel fuoco cose vecchie, si tenevano lontani, con il fumo, spiriti maligni e streghe.

Si riteneva inoltre che la forma assunta dalla chiara dell’uovo messa in una bottiglia d’acqua e lasciata tutta la notte sul davanzale, permettesse di pronosticare il futuro. Se nella massa formatasi si scorgeva una torre, era segno che si doveva cambiare casa, se c’erano dei fiori, entro l’anno sarebbe fiorito qualche avvenimento positivo, le croci erano simbolo di morte, le spighe di buone novità e due torri certezza assoluta di matrimonio.

Le ragazze, poi, cercavano anche di indovinare attraverso la forma approssimativa del disegno la professione del futuro sposo: se l’albume ricordava una pecora, lo sposo sarebbe stato un pastore, se ricordava un’incudine, un fabbro, una penna o un libro indicavano una persona istruita, una barca un marinaio, una zappa un contadino…

Un’altra usanza era quella di prendere dei cardi di grandi dimensioni, bruciarne la testa, e metterli sul recipiente sul davanzale della finestra, uno all’interno ed uno all’esterno. Se al mattino uno dei cardi era diritto la fanciulla si sarebbe sposata entro l’anno, con un ragazzo del paese se il cardo diritto era quello interno, di fuori.

Le ragazze raccoglievano poi 3 fave la sera del 23: una intera, una sbucciata e una rotta nella parte superiore e metterle sotto al cuscino al momento di dormire. Durante la notte dovevano sceglierne una a caso: quella intera rappresentava buona sorte, quella rotta poca fortuna e quella sbucciata cattivo auspicio.

Si riteneva inoltre che questo periodo fosse anche propizio per i fidanzamenti: di buon augurio erano considerate le infiorate che i giovani facevano sui davanzali ed alle porte della casa dell’amata con rami, fiori e frutti: i giovani usavano spesso lasciare un rametto di biancospino sulla finestra dell’amata.

Infine, la raccolta di 24 spighe durante la notte di San Giovanni, da conservarsi poi per tutto l’anno, rappresentava un importante portafortuna.

Le erbe di San Giovanni

Un’usanza molto diffusa era anche quella della raccolta delle erbe di San Giovanni: si diceva che in questa notte e bagnate dalla rugiada avessero funzioni farmacologiche: in un proverbio romagnolo si dice “la guaza ‘d San Zvàn la guarès ogni malàn” (la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali). Si riteneva addirittura che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera in grado di difendere da ogni tipo di corruzione.

Con l’utilizzo di erbe si preparavano talismani con la convinzione che la singolare posizione degli astri concorresse a caricarli di virtù.

Tra le erbe di San Giovanni usate come talismani possiamo menzionare:

  •  l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure, e garantire sonni sereni, o fuori dalle porte per proteggere le famiglie;
  • l’artemisia contro il malocchio;
  • la ruta per le proprietà curative, e come scaccia diavoli, data la sua forma a croce;
  • la menta bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita;
  • la salvia a proteggere dalle creature malvagie;
  • la verbena simbolo di pace e prosperità; cara alle streghe, era in grado di guarire dalle malattie;
  • il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni;
  • la vinca, utilizzata anch’essa per la preparazione di talismani vegetali;
  • la mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; molto cara alle streghe, la usavano per preparare narcotici e filtri d’amore;
  • il rosmarino che, appeso con iperico e ruta alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;
  • l’aglio, potentissimo talismano, se raccolto prima del sorgere del sole era particolarmente forte contro la stregoneria;
  • l’artemisia, preservava dai fulmini ed era amuleto protettivo contro il malocchio;
  • la lavanda, riposta a mazzetti nei cassetti e negli armadi, proteggeva la biancheria e per estensione anche tutta la famiglia;
  • la felce, donava capacità divinatorie, forze soprannaturali e sapienza (secondo le credenze il suo fiore si schiude solo la Notte di San Giovanni, resta visibile per un attimo e può essere raccolto solo dopo aver lottato con il diavolo);
  • l’erba carlina, che serviva ad impedire il passo malefico della strega; se inchiodata alla porta di casa infatti, costringeva la strega a contarne con esattezza tutti i capolini.

Con queste piante era possibile fare l’”acqua di San Giovanni”; se raccolte nella notte fra il 23 e il 24 giugno, messe in un bacile colmo d’acqua lasciato fuori casa per tutta la notte aveva il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Il nocino di San Giovanni

“… unguento unguento

mandame alla noce de Benevento

supra acqua et supra vento

et supra omne maltempo “.

Un’altra usanza tradizionale è quella della preparazione del nocino, liquore delle streghe, nella notte di San Giovanni. Il noce è il grande ed antico albero di Benevento attorno al quale si riuniscono a convegno le streghe. Le noci vanno colte verdi perchè possono essere trapassate da uno spillone da parte a parte e devono rimanere in infusione nell’alcool fino alla notte di San Lorenzo (10 agosto), poi vanno filtrate, zuccherate, e aromatizzate con droghe e spezie, come la cannella e i chiodi di garofano.

Per difendersi dalle streghe..

Ecco a questo punto alcuni utili rimedi per difendersi dalle streghe…

  • I più prudenti possono infilare sotto gli abiti qualche erba di San Giovanni, dall’iperico alla lavanda, all’artemisia, allo spicchio d’aglio da raccogliersi prima dell’alba per tenere le streghe il più lontano possibile.
  • Per chi vuole fare sonni tranquilli lontano dalle streghe, è sufficiente mettere davanti alle porte delle case delle scope di saggina: in questo modo si costringe la strega a contare tutti i fili di saggina, facendola fuggire, sorpresa dalla luce del giorno, prima che riesca a terminare la conta.
  • Per i più temerari … è sufficiente mettersi ai crocicchi delle strade con una forca di fico sotto il mento e un catino d’acqua sotto i piedi per vedere le streghe passare a mezzanotte schiamazzando e urlando.

ARTEMISIA

Conosciuta come la strega buona della Valconca, prende il suo nome dalla nota pianta color rosso sangue. Da alcune testimonianze sembra che la strega sia vissuta intorno all’800, quando divenne famosa per il Rito dell’Olio contro il malocchio e per l’esercizio della magia buona in contrapposizione alla vicina nemica, la Strega del Foglia che, in cambio dei benefici, richiedeva il sacrificio di bambini. Leggenda vuole che Artemisia fosse anche un’esperta interprete dei tarocchi e, nelle notti d’estate, molti ricorrevano ai suoi poteri per propiziarsi l’amore, la salute ed il benessere.

stregheComunicato Stampa
Arianna Denicolò
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